L’allenamento nel calcio

Pubblicato: ottobre 28, 2011 in Pianetafantacalcio Sport e Salute
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Nella pratica, l’allenamento si manifesta come una ripetizione sistematica e razionale di particolari movimenti, con l’obiettivo di riuscire ad ottenere un miglioramento della prestazione. Questo aumento di prestazione, si ottiene attraverso l'”adattamento” dell’organismo a determinate forme di lavoro e si rende concreto per mezzo di mutamenti relativi a strutture e funzioni dei vari organi ed apparati del corpo. L’allenamento si sviluppa con una successione “ritmica” di sedute; una serie d’esercitazioni opportunamente scelte e collegate tra loro da effettuarsi secondo una determinata “quantità” e “intensità” di lavoro. L’elemento fondamentale che caratterizza la seduta d’allenamento è la scelta delle esercitazioni che potranno essere di tipo “tecnico-tattico” (lavoro sulla tecnica o combinazioni di gioco), di tipo “organico” (utilizzo prevalente della corsa), di tipo “muscolare” (lavoro mirato su particolari fasce muscolari), di tipo “misto” (sfruttamento equilibrato d’esercitazioni con finalità diverse):

Allenamento Tecnico – tattico
Rappresenta l’insieme delle abilità necessarie per trattare la palla, arrestarla, calciarla, condurla in velocità in modo da poter effettuare gli schemi di gioco previsti. Il miglioramento di tali abilità è possibile attraverso l’utilizzo metodico e costante d’esercitazioni specifiche. Il periodo compreso tra 8 e 10 anni d’età è la fase considerata temporalmente “sensibile” entro la quale risulta fondamentale l’apprendimento e il perfezionamento delle abilità tecniche, soprattutto attraverso il “gioco” che rappresenta un mezzo più vicino alle caratteristiche psicologiche del fanciullo. Il procedimento addestrativo può seguire una via “analitica” attraverso la ripetizione sistematica di movimenti tecnici di base, con la palla in forma individuale. In contrapposizione si utilizza il metodo “globale”, rappresentato da un collegamento continuo tra gli elementi tecnici e le situazioni di gioco analoghe a quelle di gara. Ci si riferisce ad esercitazioni che sfruttano spazi di gioco ridotti contrapponendo gruppi di giocatori (2 contro 2, 4 contro 4, attaccanti contro difensori, ecc.), per il miglioramento delle abilità tecniche in situazioni specifiche. Queste possono consentire una velocità di gioco superiore a quella di gara, a causa della continua ripetizione dei fondamentali tecnici a ritmi esecutivi elevatissimi. La contrapposizione dei “reparti”, l’attacco contro la difesa ad esempio, consente esercitazioni “a tema”, così definite perché la disposizione e i movimenti preordinati dei giocatori permettono, sia la ripetizione continua dei concetti organizzativi impartiti dall’allenatore, sia l’apprendimento sistematico dei movimenti da opporre alle caratteristiche tecnico-tattiche dell’avversario di turno.

Allenamento Fisico

Forza: rappresenta la capacità che possiede il muscolo di sviluppare tensioni capaci di vincere o opporsi ad una resistenza esterna. Un adeguato programma di esercizi di muscolazione si rende necessario per il calciatore in quanto il gioco implica varie prestazioni di forza. L’atto del calciare, scattare, saltare, contrastare l’avversario, sono tutte manifestazioni di forza ed in particolare di forza “veloce-esplosiva”.

Velocità: questa, più che una qualità elementare di base, è considerata una qualità “derivata” perché è determinata dall’applicazione di una forza, capace di modificare lo stato di quiete o di moto del corpo dell’atleta. I mezzi d’allenamento debbono orientarsi, in prevalenza, verso lo sviluppo delle capacità d’accelerazione. Infatti il calciatore ha poche occasioni di lanciarsi su distanze sufficientemente lunghe per acquistare velocità massima, mentre comunemente i suoi spostamenti avvengono su spazi brevi. Indagini relativamente recenti fissano in 70, ripetizioni per partita, le accelerazioni su 5-15 m. compiute da un calciatore. Quindi, sprints brevi con altissime frequenze di decelerazioni, variazioni di direzione ed arresti improvvisi, sono esercitazioni da non tralasciare in quanto stimolano al massimo il sistema neuro-muscolare.

Resistenza: normalmente caratterizza la capacità dell’organismo di sostenere uno sforzo per un lungo periodo. Ovviamente, la possibilità di protrarre il lavoro è inversamente proporzionale all’intensità dello sforzo stesso. L’abilità di poter lavorare più intensamente e più a lungo prima di incorrere nei limiti della fatica, deriva sia dalle particolari caratteristiche dell’atleta, sia da un lavoro continuo, razionalmente condotto. Di solito, si utilizzano mezzi d’allenamento analoghi a quelli in uso in atletica leggera: corse con variazioni di distanze e d’intensità, ripetute, progressivi e prove intervallate. Le distanze corse ad alta intensità e coperte con tempi inferiori al minuto, stimolano prevalentemente i “meccanismi anaerobici”. I lavori ripetuti e protratti su distanze intorno ai 1000 metri, promuovono l’incremento dei processi metabolici ossidativi (miglioramento del massimo consumo di ossigeno).

Controllo e valutazione fisica

Durante l’anno agonistico, si rendono necessari alcuni “controlli” periodici (test) per informare l’allenatore ed il calciatore stesso, sul suo stato di forma e sull’evolversi del processo d’allenamento. Per la valutazione delle capacità di “forza specifica” è ormai d’uso comune l’utilizzazione della batteria di test del Prof. Bosco, che prevede l’uso di una pedana speciale capace di consentire la misurazione elettronica della potenza muscolare sviluppata dagli arti inferiori. Per le potenzialità di lavoro aerobico, a volte è utilizzato il test di soglia anaerobica, basato sul rapporto esistente tra la velocità della corsa e la frequenza cardiaca. Il test è indicativo ed esige una “sensibilità ritmica” della corsa che, normalmente, i calciatori non possiedono perché assolutamente “aspecifica” nel calcio. Più usato e, relativamente, di più facile esecuzione (quindi attendibile) è il test di Cooper, consistente in una corsa continua della durata di 12 minuti su un percorso misurato; i soggetti sono valutati in base alla distanza percorsa nei 12 minuti.

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